Lettera di presentazione

La lettera di autocandidatura

Cos’è?
La lettera di autocandidatura è uno strumento per offrire la propria collaborazione ad un’azienda comunicando le proprie motivazioni e punti di forza.
Rispetto al curriculum vitae la lettera di autopresentazione consente di essere meno schematici, più colloquiali e quindi poter stabilire una relazione più diretta con l’interlocutore.
Dato che gli ingredienti veramente basilari di un CV sono le conoscenze acquisite e le esperienze professionali, bisogna innanzitutto puntare sull’immagine da trasmettere al selezionatore.
Solitamente la lettera di accompagnamento viene letta subito, prima del curriculum, e quindi “apre” o “chiude” la porta di accesso al nostro curriculum. E’ quindi anch’essa strategica e deve essere qualcosa di più che una semplice anticipazione delle informazioni riportate nel curriculum vitae, deve raccontare qualcosa in più ed evidenziare il motivo per cui si ritiene di essere adatti a ricoprire una certa posizione lavorativa.
È buona norma essere sintetici usando un linguaggio asciutto e professionale; anche quando i contenuti hanno caratteristiche più personali, non occorre “colorire” troppo i vocaboli utilizzati, dal momento che un selezionatore si attende comunque e sempre persone emozionalmente mature.

Com’è strutturata?
Le persone che hanno maturato un’esperienza professionale possono vantare la propria aderenza al ruolo con competenze acquisite e mansioni ricoperte in corrispondenza con quelle richieste nel profilo di ruolo ricercato. Questi elementi non sono però “vantabili” dalle nuove leve che possono puntare su altri aspetti. Gli elementi che costituiscono oggetto di valutazione e contribuiscono a formare le impressioni di ciascun selezionatore, sono i seguenti:
1. LA MOTIVAZIONE CHE ABBIAMO NEI CONFRONTI DI QUELLA POSIZIONE:
specialmente se non siamo perfettamente in linea col profilo richiesto, dobbiamo comunicare che siamo molto interessati e disposti ad impegnarci a fondo. Perché un laureato in sociologia vuole entrare nel settore amministrativo-finanziario di un’azienda? Possiamo in questo caso affermare di aver maturato nel corso degli studi un interesse verso questo settore e aggiungere che abbiamo approfondito con esami specifici, con letture della bibliografia classica e aggiornamenti quotidiani, seguendo le informazione dei media, ecc.
La lettera di autocandidatura

2. LA MOTIVAZIONE VERSO L’AZIENDA:
possiamo essere interessati a lavorare in una multinazionale perché desideriamo conoscere la complessità di quel tipo di struttura, ne apprezziamo il respiro internazionale e la possibilità di utilizzare le lingue; oppure possiamo ambire ad un ruolo in una società di consulenza perché preferiamo un frequente contatto con i clienti, e così via.
3. IL TIPO DI IMMAGINE:
che vogliamo dare, come già detto, rimane da sfondo a tutto quanto detto, e ciascuno di noi può decidere di voler spiccare per le proprie doti intellettive, oppure attitudinali o come già detto motivazionali.
La regola d’oro è sempre non strafare: saremo tanto più convincenti quanto sinceri; inoltre è inutile inventarsi sviolinate che non si riusciremmo a sostenere in colloquio.
A chi inviarla

- è consigliabile conoscere il nome della persona a cui intendiamo inviare il CV, e indicarlo nella lettera di accompagnamento;
- è importante assicurarci che il ruolo di tale persona sia quello giusto. Di norma chi si occupa di valutare e gestire i CV è il responsabile del personale o uno dei suoi collaboratori. Nelle grandi aziende, dove il responsabile del personale è un dirigente di medio/alto livello esiste, all’interno del servizio del personale una unità organizzativa specificatamente dedicata alle attività di selezione.

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